La moltiplicazione vegetativa delle piante... per propaggine

Questo tipo di moltiplicazione vegetativa si attua nel piegare verso il terreno rami, soprattutto arbusti, nell'incidere la corteccia del ramo per una decina di cm e nel coprire di terra il tratto così preparato; quando i rami hanno emesso le radici si staccano dalla pianta madre ottenendo così un nuovo esemplare capace di vivere isolatamente.

Anche questa moltiplicazione è naturale e indicatissima per le piante stolonifere, come per es. la menta piperita, le mammole, il clorofito comoso ecc. e per quelle striscianti o semistriscianti, come il rovo il corniolo, la vitalba, ecc.

Per propaggine si possono moltiplicare tutte quelle piante che sono cespugliose ed hanno i rami o i getti che si piegano facilmente fino a terra.

La propaggine si fa così:

  • In primavera si sceglie il ramo o il getto che si vuole riprodurre.
  • Si pulisce bene il punto di terra dove si deve piegare il ramo, si tolgono cioè tutti i sassi e cose estranee che ingombrano il terreno
  • Si zappa bene quel punto di terra
  • Alla terra si aggiunge altrettanta quantità di sabbia di fiume. 
  • Si fa una buca a forma di barca profonda 15 cm, e lunga 30 cm
  • Con un coltello molto tagliente si tagliano tutte le foglie al punto che dovrà riuscire dalla terra dopo la curva di interramento
  • Con lo stesso coltello si spacca il ramo che si deve interrare proprio nel punto che deve stare sotto terra, stando attenti a non arrivare con lo spacco al midollo del ramo. Si taglia 1 cm  iniziale dalla parte alzata della spaccatura. Dentro, quasi alla fine della spaccatura, si pone una stecchetta che tenga sempre aperte e separate le due parti. Si impolvera o si inumidisce tutta la parte che deve stare sotto terra col "Germon" o con altro prodotto ormonico atto a favorire l'emissione di nuove radici.
  • Si curva piano piano il ramo verso terra, badando di non farlo rompere e gli si fa toccare il fondo della buca in forma di U, in modo che faccia due curve: la prima dalla pianta alla buca. e la seconda nella buca stessa. La sommità del ramo deve uscire per alcuni centimetri dalla superficie della terra.
  • Si pone una forcella di legno sul punto medio del ramo piegato che non permetta di far rialzare il ramo. In alternativa si possono fare due buche laterali al punto medio della buca, si pone un bastone trasversale sul ramo affondato nella buca, sulle due estremità di questo bastone si pongono due mattoni o sassi.
  • Si ricopre la buca e il ramo piegato col miscuglio di terra e sabbia
  • Si innaffia e si bada di non fa mai asciugare e inaridire del tutto quel punto dov'è la propaggine
  • In pochi mesi la parte interrata del ramo si riempirà di radici. Allora si taglierà il ramo dalla parte attaccata alla pianta.
  • Si dissotterrerà con molta cautela la parte sotterrata del ramo, in modo che non si stacchino, nè si rompano le radici.
  • Si metterà la nuova pianta in vaso o dove si vuole e si può coltivare, però, per il primo mese, all'ombra e potandola un po'.
N.B. Qualora il ramo non si potesse curvare fino a terra, all'altezza giusta per la piegatura del ramo si pone vicino o attaccato alla pianta un tavolino o un'impalcatura che possa sorreggere una cassetta o altro recipiente bucato e fognato. Si riempie il recipiente di miscuglio di terra di giardino e sabbia di fiume in parti uguali e si fa nella cassetta o nel vaso la propaggine. Bisogna ricordarsi di non far mai asciugare la terra che contiene la propaggine. (Così si moltiplica bene la magnolia).




Articoli correlati