Giglio (Lilium)



Genere di 80 specie di piante perenni, bulbose, prevalentemente rustiche, diffuse allo stato spontaneo nelle zone temperate dell'emisfero settentrionale. Sono piante molto diffuse; oltre alle specie, esistono una grande quantità di ibridi.Il bulbo dei gigli è formato da tuniche, o catafilli, che sono foglie trasformate, nelle quali si accumulano sostanze di riserva. In alcune specie le foglie sono lineari, graminiformi, dense, disposte lungo tutto il fusto, in altre sono ovali-lanceolate o lanceolate, distanziate tra loro e riunite in verticilli. Il fiore tipico del giglio è formato da 6 tepali grandi, simili tra loro, e presenta 6 stami, spesso molto evidenti. Vasta è la gamma dei colori, eccettuato l'azzurro; molto varie sono anche le dimensioni e le forme: alcuni gigli hanno fiori larghi 2,5 cm, con tepali retroflessi e arrotolati, altri hanno fiori imbutiformi o tondeggianti, larghi fino a 25 cm: I fiori sono riuniti in infiorescenze terminali rade; sono spesso profumati, ma alcune specie emanano un odore sgradevole.

I gigli si piantano in ottobre o in marzo, all'aperto; quelli che radicano solo dalla parte inferiore del fusto, si piantano in autunno. Durante la conservazione, i bulbi  possono raggrinzire; prima di piantarli si consiglia quindi di tenerli per qualche tempo in torba umida. Si piantano preferibilmente in posizioni esposte a sud, leggermente in pendenza, al riparo dai venti. La maggior parte dei gigli si coltivano in qualsiasi terreno da giardino ben drenato; alcune specie tollerano i terreni calcarei, altre non crescono dove esiste anche solo qualche traccia di calcare. Per la coltivazione di gigli in vaso, i bulbi si piantano in autunno, in vasi di 15- 20 cm, o in gruppi di 3 in vasi di 25 cm, riempiti con la composta da vasi John Innes n° 1 o con un miscuglio formato da 2 parti di letame maturo, 2 parti di terriccio e 1 parte di sabbia grossolana. Dopo l'invasatura, si tengono i gigli in un ambiente fresco, per favorire una buona radicazione; successivamente, si interrrano i vasi all'aperto, ricoprendoli di cenere, oppure si mettono in cantina, o comunque in un ambiente buio e ben aerato. Quando cominciano a spuntare i germogli, si riportano le piante alla luce; Dopo la fioritura, si interrrano i vasi all'aperto, in posizioni ombreggiate, fino a quando la pianta secca, annaffiando frequentemente per evitare che secchino anche i bulbi;

Quando si sono formati i boccioli, si somministra un concime liquido ogni 10-15 giorni; appena cominciano ad aprirsi, si sospende la concimazione.

Molti gigli si moltiplicano naturalmente, producendo 2 o più bulbi ogni anno. Le piante troppo dense si dividono ogni 3-4 anni, in ottobre o in marzo, e i nuovi bulbi si ripiantano. La maggior parte dei gigli produce semi; Si semina generalmente in settembre, ottobre, in cassette profonde 15.25 cm.