Nasturzio


Nome scientifico: Tropaeolum della famiglia delle Tropaeolaceae. Origine: Messico e Sudamerica Il genere Tropaeolum comprende 90 specie di piante erbacee di dimensioni assai varie, da 20 cm fino a diversi metri, secondo la specie e la varietà; sono annuali o perenni ( ma queste ultime vengono quasi sempre trattate come annuali ), spesso resistenti al freddo, con diversi tipi di utilizzo. Le perenni sono rizomatose, a volte tuberose. Tutte producono fiori imbutiformi.


Coltivazione
Il Nasturzio si coltiva in esterno, in giardino e in aiuola oppure in vasi e fioriere, anche appeso per le specie rampicanti e striscianti. Sono da preferire i terreni drenati, sciolti, freschi, ma non umidi ed eccessivamente fertili per non provocare un rigoglioso sviluppo vegetativo a danno della fioritura. La distanza tra le piante medie e basse è di 30-40 cm; per le alte di 1 m. Il terriccio per il vaso deve essere composto da terra, torba e sabbia in parti uguali, concimato con un fertilizzante a lenta cessione nella dose di 20-25 g per decalitro. I tuberi di T.tuberosum si tolgono dal terreno in autunno e si conservano in ambiente riparato se il clima è freddo. Nel periodo della crescita aggiungere all'acqua di irrigazione ( ogni 15-20 giorni ) 10 g per decalitro di concime ternario a basso titolo di azoto ( per evitare una crescita eccessiva del fogliame ). In inverno occorre effettuare la pacciamatura per proteggere le radici.

Esposizione
Le specie annuali e le cultivar si coltivano al sole. Le specie perenni si adattano sia al sole sia alla mezz'ombra. T. peregrinum predilige la mezz'ombra.

Temperatura
Non sempre è possibile la sopravvivenza invernale per alcune specie descritte ( T. peregrinum ) , se il clima è molto rigido.

Annaffiatura
Le annaffiature devono essere regolari, ben dosate per mantenere il terreno fresco, evitando però gli eccessi di umidità.

Rinvasatura
Si effettua a fine inverno-inizio primavera, utilizzando lo stesso terriccio indicato in coltivazione.

Toelettatura
Eliminare i fiori appassiti e le piante danneggiate o ammalate.

Moltiplicazione
Per le specie annuali si effettua la semina primaverile direttamente a dimora o verso la fine dell'inverno in contenitori in ambiente riscaldato a 14-15°C. Appena le piantine sono maneggiabili si trapiantano una prima volta in vasetti e, se necessario, una seconda volta, prelevandole col pane di terra, in aprile-maggio. Peer le specie rizomatose e tuberose perenni, si possono dividere gli organi sotterranei in primavera, ripiantandone immediatamente le parti ottenute.

Malattie e parassiti
Le piante attaccate da virus, con ingiallimenti, deformazioni o necrosi, vanno eliminate. Afidi e acari si combattono con aficidi e acaricidi.

Consigli per l'acquisto.
I semi delle numerose varietà di T. majus si trovano senza difficoltà, Se si  acquistano piantine, verificarne il buono stato di salute e l'assenza di parassiti animali. Acquistare piante compatte con internodi ravvicinati.


Articoli correlati