Concimi e terricci

Il Compost

Il compost rappresenta la soluzione più appropriata, soprattutto nei piccoli orti e nei giardini, per
reintegrare la sostanza organica asportata con il raccolto, in quanto permette di reintrodurre nel ciclo
naturale i residui colturali, gli scarti di ortaggi e di frutta e qualsiasi altro materiale di natura organica, trasformando in humus sostanze altrimenti destinate ad accrescere l'enorme massa di rifiuti
che assedia le nostre città.
Per allestire un cumulo di compostaggio è necessario avere a disposizione uno spazio di almeno 3 x 3 m collocato in un giardino, possibilmente in un luogo ombreggiato nei pressi della cucina e dell'orto. Si può compostare qualsiasi sostanza di origine organica: le bucce e i torsoli della frutta, gli scarti di vegetali crudi o cotti, i fondi di caffè, gli avanzi di cucina, le foglie raccattate sul terrazzo o in giardino, la cenere delle stufe a legna, i gusci della frutta secca o delle uova. Gli aghi di pino, i grossolani frammenti di legno, le valve intere dei molluschi, vanno invece utilizzati con parsimonia, poiché ostacolano il processo di compostaggio. Ancora meno adatti per il cumulo sono gli oli, i grassi e le frattaglie, la cui decomposizione può essere ottenuta con efficacia solamente nei cumuli di grandi dimensioni. Per la buona riuscita del cumulo di compostaggio è fondamentale miscelare i differenti ingredienti in modo da facilitare l'attività dei microrganismi che presiedono il processo di trasformazione della sostanza organica in humus.

Qualunque sia la soluzione adottata per il contenitore è necessario assicurare alla massa in compostazione le seguenti condizioni: sgrondo di eventuali liquidi in eccesso tramite una griglia di metallo o legno posta nella parte inferiore in posizione leggermente rialzata dal terreno; una copertura, in legno oppure in lamiera, per proteggere il composto dalla pioggia; un'adeguata aerazione attraverso opportune aperture laterali; e infine un agevole sistema di carico e scarico.

Concimi organici per piante da appartamento

L'impiego dei concimi, nel caso delle piante in vaso, deve essere limitato alle specie perenni o per soccorrere le piante costrette a crescere in substrati poco adatti. In tutti gli altri casi è sufficiente attenersi ad una corretta scelta del terriccio. Si consiglia l'utilizzo di concimi liquidi o comunque miscibili in acqua, più semplici da dosare e distribuire.

La scelta tra i numerosi prodotti in commercio può essere fatta solo in base all'esperienza. Provatene a rotazione diversi tipi e poi scegliete quello che dà le migliori risposte sulle vostre piante. Non eccedete.
Attenetevi strettamente alle indicazioni in etichetta e riducete la somministrazione dei concimi nei mesi freddi, quando le piante, soprattutto sul balcone, cessano di vegetare.

Cornunghia

È un concime organico ottenuto dalla essicazione e polverizzazione delle corna e delle unghie degli animali. La cornunghia presenta uno dei più elevati contenuti di azoto dei concimi organici (13-14%), azoto che, a
differenza dei concimi chimici, viene ceduto molto lentamente e che quindi accompagna le piante per tutto il loro ciclo vegetativo. La cornunghia svolge anche una preziosa azione di fissazione del colore e risulta particolarmente indicata per fiori e prati ornamentali. Inoltre stimola l'attività della microflora e della microfauna e il tenore di humus, rendendo più soffice il terreno. La cornunghia viene venduta in confezioni da 500 g, da 25 e da 50 kg, poiché si presta sia all'impiego in campo aperto che per la coltivazione in vaso.

Farina di ossa
(azoto 1-5%; anidride fosforica 14-18%).

È un concime organico, sottoprodotto della macellazione degli animali, ottenuto dalle ossa sgrassate, disseccate e macinate. Il contenuto d'azoto e la velocità di cessione degli elementi nutritivi dipendono dal
processo di preparazione e comunque quest'ultima risulta maggiore nelle farine ottenute da ossa degelatinate. L'impiego della farina d'ossa risulta particolarmente adatto per la concimazione degli alberi da frutto, dei frutti minori e delle piante ornamentali.

Guano
(10-13% azoto; 9-11% anidride fosforica; 2-3% magnesio, 20% calcio).

Il guano viene estratto da giacimenti naturali formati dall'accumulo secolare di deiezioni di uccelli lungo le coste del Sud America, e in particolare del Cile e del Perù. Oltre che di azoto e di anidride fosforica questo concime organico risulta particolarmente ricco di microelementi (ferro, rame, boro, manganese, zinco, ecc.) e di fitormoni che svolgono un'azione fertilizzante molto efficace. Si trova in commercio in confezioni che vanno dai 500 g ai 25 kg ed è adatto sia per piante in vaso che per il giardinaggio in pieno campo.

Pollina (azoto 2,5%; anidride fosforica 3%; potassio 2%, magnesio 1%).
La pollina è ricavata dalla raccolta delle deiezioni di polli e tacchini, sottoposte a un processo industriale che permette la distruzione dei semi di infestanti, di microrganismi patogeni e degli antibiotici presenti nei mangimi. A causa della sua azione caustica, questo concime organico non va mai utilizzato a stretto contatto con le
radici delle piante. La dose d'impiego è intorno ai 100-150 g per mq o 300 g per pianta (nel caso di alberi da frutto). Si trova in commercio in ballini da 25 kg e il suo impiego è indicato soprattutto per gli orti e i giardini di un certa dimensione.

Sangue secco
(azoto 10-13%; anidride fosforica 0,5-1,5%; potassio 0,6-0,8%).

Deriva dall'essiccazione e dalla polverizzazione di sangue animale raccolto nei mattatoi. Rappresenta uno dei concimi organici più ricchi di azoto. Ha un'azione rapida ed è facilmente solubile in acqua, quindi si presta bene anche per la concimazione delle piante in vaso. Si trova in commercio in varie confezioni adatte sia per il giardinaggio e l'orticoltura che per la coltivazione delle piante in vaso. Per ortaggi a pieno campo la dose consigliata è di circa 40-50 g per mq di superficie.

Stallatico
(azoto 1-3%; sostanza organica 20-25%).

È ottenuto dall'umificazione industriale di letame bovino o equino o da una miscela dei due, attraverso un processo simile a quello della pollina. In genere questo concime organico viene impiegato nella quantità di circa 200-250 g per mq o di 400 g per pianta (nel caso di alberi da frutto). Anche lo stallatico, come la pollina è indicato essenzialmente per l'uso in pieno campo e venduto in ballini da 25 kg.

Fosfati naturali

Sono concimi minerali ottenuti da giacimenti presenti nel Senegal e nell'Africa del Nord. In commercio si trovano due tipi di fosfati naturali: le fosforiti, ricche di calcio e per questo adatte ai terreni acidi e neutri, e il fospal più adatto, per il bassissimo tenore di calcio, per i suoli calcarei. I fosfati vengono assimilati meglio dalle
piante se aggiunti al compost.

Potassio

Le principali fonti naturali di questo concime minerale sono rappresentate dalle farine di rocce silicee (granito, gneiss, basalto, ecc.) e dal Patenkali (solfato di potassio e magnesio). Se si fa un largo impiego di concimi organici, difficilmente è necessaria la distribuzione di potassio. In ogni modo è preferibile ricorrere all'impiego di farine di rocce, a lenta degradazione, e solo nei casi più critici ricorrere al Patenkali.

Terricci

Per assicurare uno sviluppo sano alle piante in vaso, è necessario saper scegliere il terriccio che meglio si adatta ad esse. I terricci in commercio si possono dividere in due grandi gruppi: terricci di terreno o terricci universali e terricci di torba. Per piante dalle esigenze particolari è consigliabile acquistare terricci specifici, per esempio: terricci per rododendri, per cactacee, per orchidee, ecc. È possibile anche preparare da sé i terricci acquistando le materie prime (terriccio di bosco, sfagno, torba, sabbia) e mescolandole nelle giuste proporzioni. È importante, quando si acquista o si prepara un terriccio, valutarne il grado di acidità (pH) o la presenza di calcio.

Terricci di terreno

Sono preparati mescolando terra sterilizzata, torba, sabbia grossolana con l'aggiunta di un fertilizzante. Sono molto pesanti e quindi poco indicati per vasi di grandi dimensioni, ma sono molto ricchi di elementi nutritivi e non richiedono quindi concimazioni frequenti. Aechmea, anthurium, rosa, ficus, fresia, zinnia, monstera, gerbera, sanseveria, tagete e le bromeliacee risultano mediamente sensibili alla salinità e si adattano a questo terriccio.

Terricci di torba

Sono costituiti da torba (90%) e da circa il 10% di sabbia grossolana, con l'aggiunta di un fertilizzante. Sono molto leggeri, ma richiedono frequenti concimazioni. Azalea, begonia, camelia, felci, gardenia, primula, rododendro, verbena sono sensibili alla presenza di calcio e richiedono quindi terricci acidi a base di torba.