Ibisco da esterno


Nome scientifico: Hibiscus della famiglia delle Malvaceae. Origine: Asia, Africa, America settentrionale. Il genere Hibiscus comprende circa 300 specie di arbusti, piccoli alberi ed erbacee ( perenni e annuali ); alcune specie sono sempreverdi, altre decidue. La specie più diffusa tra le arbustive è Hibiscus syriacus, caratterizzata da foglie decidue triangolari o romboidali, a margini dentati. I fiori, campanulati, sbocciano in grande quantità da giugno a ottobre: solitari, piuttosto grandi, nelle specie tipica sono violacei. Sono state ottenute però numerose varietà di diverso colore: bianco, rosa, malva, rosso.



Coltivazione:
Hibiscus syriacus è un arbusto da piena terra, utilizzato isolato o in gruppo per formare siepi anche nei climi freddi. Le specie erbacee sono invece usate per le bordure. Sia le specie arbustive sia le erbacee possono essere coltivate ( sia pure più raramente ) in contenitore su balconi e terrazzi. In questo caso vanno messe a dimora in autunno ( soprattutto nei climi freddi ) o in primavera. Si adattano a tutti i tipi di terreno, pur prediligendo quelli freschi, fertili e ben drenati. Per la coltivazione in vaso sostituire 1/3 del terriccio con torba mista a sabbia. Le specie arbustive sopportano bene le potature: H.syriacus anche quelle energetiche e per questo motivo viene utilizzato per le siepi. Si interviene dopo la fioritura o a fine inverno, accorciando i rami troppo lunghi ed eliminando quelli disordinati, deboli o in eccesso. Altre specie, come H.mutabilis, sono meno resistenti e possono restare all'esterno solo nei climi miti o vanno coltivate in vaso e ricoverate durante l'inverno. Altre ancora, come H.manihot, pur essendo resistenti, temono le gelate prolungate.

Esposizione:
E' sempre richiesta una posizione in pieno sole.

Temperatura:
L'ibisco è generalmente resistente alle alte e alle basse temperature, ma soffre per le gelate tardive.

Annaffiatura:
L'ibisco è sensibile alla siccità estiva: ne può risentire la fioritura: E' quindi necessario annaffiare regolarmente specialmente nelle fasi iniziali di coltivazione e nei periodi di siccità prolungata.

Moltiplicazione:
Per H.syriacus e per le altre specie perenni, il metodo di moltiplicazione più comune è la talea , da prelevare in luglio: si utilizzano talee semilegnose ( ramo dell'anno più una porzione del ramo portante ) lunghe una decina di centimetri, prelevate da germogli laterali non fioriferi. Vanno piantate in un miscuglio di torba e sabbia in parti uguali, mantenendo una temperatura di 16° C. Dopo la radicazione, si invasano singolarmente in vasetti, tenendole in inverno in locali protetti ma non riscaldati. Nella primavera successiva si rinvasano per poi metterle a dimora nell'autunno o nella primavera successiva. Per le specie annuali, come H.trionum, ma talvolta anche per le perenni, è invece utilizzata la semina, in aprile direttamente a dimora o in marzo in luogo riparato. In questo caso, dopo la germinazione, appena le piantine sono maneggiabili vanno invasate singolarmente e tenute per l'inverno come le piantine da talea; si possono mettere a dimora nella primavera o nell'autunno dell'anno successivo.

Malattie e parassiti:
Gli afidi provocano danni diretti, sottraendo la linfa e rallentando lo sviluppo delle piante, e indiretti poichè sulla loro melata si possono insediare le fumaggini. Combatterli con aficidi.

Consigli per l'acquisto:
Hibiscus syriacus si può reperire facilmente presso garden centre e vivaisti specializzati. Le altre specie sono meno diffuse. Il periodo migliore per l'acquisto dell'ibisco è la primavera, quando è possibile mettere le piante direttamente a dimora, o anche l'autunno per le specie più resistenti, come H.syriacus e H.manihot.


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