E s’aprono i fiori notturni, nell’ora che penso a’ miei cari.
Sono apparse in mezzo ai viburni le farfalle crepuscolari.
Da un pezzo si tacquero i gridi: là sola una casa bisbiglia.
Sotto l’ali dormono i nidi, come gli occhi sotto le ciglia.
Dai calici aperti si esala l’odore di fragole rosse.
Splende un lume là nella sala. Nasce l’erba sopra le fosse.
Un’ape tardiva sussurra trovando già prese le celle.
La Chioccetta per l’aia azzurra va col suo pigolio di stelle.
Per tutta la notte s’esala l’odore che passa col vento.
Passa il lume su per la scala; brilla al primo piano: s’è spento . . .
È l’alba: si chiudono i petali un poco gualciti; si cova,
dentro l’urna molle e segreta, non so che felicità nuova.


(Giovanni Pascoli)

Piante e fiori: Arnica montana della famiglia delle Compositae, origini regioni montuose d'Europa

L'Arnica è un pianta erbacea che cresce nei prati e nei pascoli dalla zona montana a quella alpina (al di sopra dei 1000 m), nelle Alpi e nell'Appennino settentrionale.

Fonte wikipedia

Arnica montana della famiglia delle Compositae, origini regioni montuose d'Europa. L'Arnica è una pianta erbacea vivace con un rizoma obliquo o verticale; il fusto, semplice o talvolta appena ramificato, è alto fino  a 60 cm; tutta la pianta è coperta da peli e ghiandole. 

Le foglie basali, riunite in rosetta, sono sessili e hanno forma ovale ed ellittico-allungata con il margine talvolta dentellato; la pagina superiore è fortemente pubescente, quella inferiore è poco pelosa o quasi glabra; lungo il fusto vi sono  da uno a tre paia di foglioline sempre più piccole e sessili. 


I fiori, riuniti in un capolino, sono di due tipi: quelli esterni hanno una ligula di colore giallo aranciato, quelli centrali sono piccoli e gialli e compaiono tra giugno e agosto.

Il  frutto è un achenio lungo 5 mm, sormontato da un pappo, formato da numerosi peli setolosi di colore biancastro, che ne facilita la disseminazione. 

L'Arnica è una bella pianta medicinale conosciuta da secoli. Si tratta di una specie erbacea che cresce spontanea nei pascoli fino a circa 2800 m di quota; nell'Europa settentrionale scende anche in pianura.

Si coltiva su terreni silicei e leggeri con aggiunta di terra di brughiera; vuole esposizione in mezz'ombra; si semina in marzo-aprile e si trapianta a dimora in agosto-settembre.


Come già accennato, l'Arnica è una pianta medicinale della quale si utilizzano il rizoma e i fiori

Il rizoma si può raccogliere, scavandolo con una zappetta, in settembre, quando la pianta entra nel riposo vegetativo, oppure in marzo prima della della ripresa; si tagliano le radichette laterali e si monda dalla terra. 

I fiori si raccolgono in giugno-luglio scegliendo quelli appena aperti. 

Per quanto riguarda la conservazione il rizoma si pone a seccare all'ombra e si conserva quindi in sacchetti di carta; i fiori si fanno seccare all'ombra in luogo molto aerato, rimuovendoli spesso in modo da ottenere un essiccamento il più rapido possibile, e si conservano in vasi di vetro o di ceramica al riparo dall'umidità e dalla luce. 


Come si usa la droga. 

L'Arnica ha proprietà rubefacenti, antiecchimosiche per via esterna. Principi attivi: tannini, un olio essenziale, idrotimochinone. 

L'Arnica è un rimedio di assolutà validità per risolvere ecchimosi ed edemi conseguenti a contusioni e slogature. Le sue preparazioni vanno però maneggiate con molta cura e attenzione perchè, in caso contrario, potrebbero dar luogo a pesanti infiammazioni. 

Le preparazioni di Arnica, utilizzabili solo per uso esterno, non vanno mai applicate in vicinanza degli occhi, della bocca e dei genitali; non si devono inoltre applicare su pelli delicate ed escoriate, sulle ferite, sulla pelle dei bambini piccoli.

Per uso esterno, vanno utilizzati i rizomi o i fiori. Per contusioni o slogature si prepara una 
tintura:
10 g in 100 ml di alcoo di 70° (a macero per 5 giorni).

Avvertenza importante per l'uso: la tintura di Arnica non va mai impiegata pura, ma diluita cinque volte con acqua o acqua contenente un po' di glicerina. Con questa soluzione si imbevono compresse che vanno applicate sulla parte slogata o contusa. 

Cambiare le compresse tre-quattro volte al giorno interrompendo al primo sintomo di irritazione locale. 

ATTENZIONE: La tintura di Arnica va riposta tra i farmaci pericolosi con la chiara indicazione dell'uso esterno e la scritta "veleno" ben evidente. 

Le prescrizioni per via orale sono di stretta competenza dell'erborista o dell'omeopata. 


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